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domenica 10 febbraio 2013

La consapevolezza di vivere in un inganno permanente

Uno dei doveri dello stato è quello di far rimanere i cittadini nell'ignoranza circa la loro condizione di ingannati. Derubati della libertà, della vita e dei danari, i cittadini vengono mantenuti nell'ignoranza per mezzo di un ferreo controllo sulla diffusione della conoscenza. A monte, i governi vagliano le informazioni da distribuire al popolo, per un'istruzione nazionale fondata sulla parzialità della conoscenza, che è anche rimaneggiata, e sull'autopropaganda. Ma che cosa censura lo stato esattamente? Censura tutta la parte del pensiero umano che dimostra quanto lo stato sia un inganno permanente, così come un inganno è anche la chiesa, quale supporto emotivo dello stato per opprimere e imbonire i popoli. Una schiera di studiosi, antichi e moderni, vengono così tenuti nascosti alla massa, in modo che questa, abituata a seguire solo ciò che viene propagandato, creda ciecamente alle informazioni ricevute a scuola o in tv, e se ne affezioni. Ma un'informazione parziale, controllata e distorta a monte, è una falsa informazione. Infatti, quello che emerge come qualità della 'conoscenza certificata' dallo stato, è una desolante menzogna, un'approssimata visione della realtà che non corrisponde alla verità, delle vuote nozioni che investono solo la scorza delle questioni. Quando in particolari casi lo stato e la chiesa non riescono più controllare la diffusione della verità per mezzo della censura ordinaria, questi organismi autoritari perseguitano i pensatori responsabili, li ricattano, li denigrano, li puniscono, li ammazzano. 
Riuscite voi, come noi, a mettere in dubbio tutto quello che ci viene propinato e spacciato come 'conoscenza e verità'? Oppure siete troppo affezionati al Leopardi per poter prendere in considerazione altri autori? Non stiamo dicendo di eliminare Leopardi o Cartesio (due nomi a caso), ma di affiancare ai nomi propagandati il pensiero dei censurati (anche Pascoli era anarchico, ma non ve lo fanno sapere). Sulla schiavitù volontaria del popolo, ad esempio, ne parlava già nel XVI secolo Etienne de la Boétie; sull'autodeterminazione e l'emancipazione dell'individuo Max Stirner; sulla falsità della scuola e sui suoi meccanismi criminali ne hanno parlato -e ne parlano- parecchi pedagogisti, da William Godwin a Marcello Bernardi (guarda questo blog), passando per Ivan Illich, Sébastien Faure, ecc. E che dire di Giulio Cesare Vanini, filosofo di età barocca, condannato a morte perché diceva la verità, come Giordano Bruno e Galileo Galilei? Ecco, cominciate magari da Vanini, considerando tutti i limiti scientifico-cognitivi che la sua epoca gli imponeva, è un modesto consiglio, scaricate questo pdf. 



sabato 22 dicembre 2012

Staccate la spina se volete la luce

'Se cerchi risultati differenti, non fare sempre le stesse cose'; così affermava Einstein quando voleva dire al mondo che le sue scoperte sono derivate dalla messa in discussione dei modelli scientifici secolari e delle convinzioni più radicate. Non fare sempre le stesse cose, altrimenti si ripetono inevitabilmente tutti gli errori e non si progredisce. Logico, no? Ora, immaginiamo un potente organismo di controllo e di diffusione del modello sociale, un organismo capace di nascondere o deviare la conoscenza di altri modelli, ci troveremo di fronte a una massa di governati (popolo) che non ha alcuna possibilità di pensare ad altro all'infuori di quello che già conosce e che viene costantemente propagandato, talmente propagandato che il modello dato in pasto alla massa diventa addirittura dogmatico. Siamo di fronte ad un'umanità storicamente plagiata, che da 3000 anni sbatte la testa alla ricerca della sua originaria libertà, ma che non può, non sa, o non vuole trovare, e le soluzioni che gli sembrano valide, quelle che il sistema gli vende a caro prezzo, risultano vane, fallaci, sono gli errori di sempre, la propaganda di sempre.  
Quando una voce si alza a difesa di una vera soluzione, una voce che propone un modello-altro, l'aspetto dogmatico del paradigma imposto prende il sopravvento nelle coscienze plagiate, e produce nella massa un rifiuto esistenziale verso il modello-altro e anche verso colui che lo propone. I motivi di questo rifiuto sono molteplici, poiché l'inclinazione dogmatica di un pensiero si realizza attraverso l'impiego di molti srtumenti, tutti inerenti alle tecniche di persuasione di massa (non possiamo, qui, elencarle tutte, ma se cercate nel blog trovate tutto). Cosa fare? Qual è il modo migliore per disingannare le coscienze plagiate e liberarle dall'unico modello che conoscono? Le risposte le abbiamo, ma per i motivi sopra descritti sono puntualmente e stoltamente attaccate dai più. Diciamo solo che la massa sta facendo il gioco del sistema, perpetuandolo inconsapevolmente, e quando se ne renderà conto rimpiangerà di aver fatto perdere così tanto tempo alla propria libertà. Poveri figli e nipoti. Quanto tempo ancora?

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mercoledì 7 novembre 2012

Credenti catodici praticanti

C'è uno scollamento totale tra la realtà e la messinscena mediatica. Mentre il mondo è nelle piazze a protestare, il teatrino televisivo attira le masse ingenue come api al miele. E' uno squallore da vomito vedere ormai la gente parlare di tutto quello che la tv vuole che si parli. Ma il guaio più grosso è che i manovratori dello Stato non vogliono soltanto far parlare di quello che vogliono loro, che è già gravissimo, riescono pure a plagiare milioni di persone facendogli credere qualsiasi cosa. Elezioni e partiti, elezioni e partiti, elezioni e partiti. E' questo quello che tutti devono pensare, affinché agiscano di conseguenza con... elezioni e partiti! E mentre i salotti domestici si inzuppano di propaganda permanente, fuori qualcuno viene demonizzato perché protesta col cuore a forma di A. Ieri a Creta il popolo ha occupato persino la prefettura, ma davanti alla tv la gente si occupa della sua stessa inutilità! 

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venerdì 2 novembre 2012

Parola d'ordine: non parlare del non-voto

Il fatto che in tv non si discuta del dato più importante e significativo delle elezioni siciliane, cioè l'enorme astensionismo, la dice lunga sulla volontà di perpetuare i modelli dello Stato e di eludere qualsiasi aggancio alla realtà, che è fatta di una maggioranza di persone che avrebbero da dire molto sul loro diritto applicato del non voto, ma alle quali viene tappata la bocca. Due milioni e duecentomila persone ignorate, il 52, 58% dell'elettorato, mica da ridere! No, i media non hanno alcuna intenzione di aprire dibattiti o analisi in merito, non conviene alla nomenklatura e al sistema. Che ce ne sarebbe da dire! Così alla sora Cesira che sta davanti alla tv, non soltanto viene negata la possibilità di conoscere tutto 'quell'altro' che c'è da conoscere (che è una enormità), ma viene catapultata nella solita e vecchia rete malefica fatta di partiti, presidenti, coalizioni, gossip elettorali, parlamenti, e tutto l'artificioso catalogo di inganni propagandistici che la porteranno a convincersi che forse, nonostante la merda e i supplizi sofferti per colpa dei governi, è il caso di sperare ancora in un tizio che manco la conosce, e che vuole solo arraffare il potere e i danari di tutti, facendola rimanere nella solita vita di merda quotidiana. L'illusione collettiva continua, la colpa è di chi si fa illudere.

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venerdì 14 settembre 2012

La ballata degli imbonitori

In tutte le fiere degl'inquisitori
la gente acquista i suoi capri espiatori
esposti al negozio degl'imbonitori
dentro la scatola dei televisori.
Anarchici -dicon- son brutti e cattivi
di bombe e coltelli non sono mai privi
venite, signori, venite a vedere
quali esemplari abbiam nelle fiere.
La gente s'accalca davanti al tv
e in un istante il boccon manda giù
ignara e dimentica di tutti i suoi guai
che Stato vuole per lei, senza un mai!
Avanti, signori, oppressi e sfruttati
un capro vi serve per esser beati
E il disoccupato che mangiava sterco
Or è felice, che han preso gli anarco!
Così tutti credono all'imbonitore
che vende menzogne nel televisore
la crisi svanisce d'un colpo si sa
quando un anarchico esposto sarà.
Ma oltre la folla di gente ignorante
la bimba rimane stupita e distante
non crede per niente a quella menzogna
esposta alla fiera della carogna.
Ritorna a giocare la bimba e sottace
-con i suoi sogni e i pensieri di pace-
quei giorni allegri esenti da affanno
certa che un giorno arrverranno.

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lunedì 21 maggio 2012

I non votanti sono ora la maggioranza, ma la tv se ne frega

Già la cosiddetta 'democrazia rappresentativa' è una menzogna colossale, una storica presa per i fondelli, adesso persino il concetto di rappresentatività, distrutto da una orgogliosa presa di coscienza popolare, viene completamente ignorato dai media. Dalle amministrative in corso l'unico vero vincitore è il non-voto, l'astensione. Ora, l'astensione non è una parola vuota, si tratta di persone, milioni di persone, ma ai media questo pare non interessare. Solo ai media però! Il che la dice lunga sul fatto che questi mezzi di comunicazione della propaganda non siano altro che le estensioni dello Stato. E lo Stato ha sempre fatto sapere solo quello che fa comodo a lui.
Stanno contando le schede e di questo le tv e i giornali ce ne stanno rendendo conto persino con degli special sul ballottaggio. Ciò vuol dire che stanno facendo i conti con i poveri rimasugli rimasti sul tavolo, e con questi rimasugli minoritari (che pretendono di essere maggioranza) verranno eletti i rappresentanti che decideranno per tutti. I rappresentanti di chi???? E' tutto sbagliato, cari signori giornalisti, state facendo i conti senza l'oste, e che oste!
E pure i salotti televisivi se ne fregano dei milioni di persone che, coscientemente e responsabilmente, hanno deciso di non legittimare più il sistema. Per inciso, Grillo è solo un apparente diversivo, il sistema oppressivo e criminale rimarrà in piedi anche con lui, non vi preoccupate, la Storia insegna, la logica pure.
Chi parlerà adesso dell'unica vera notizia importante? Nessuno? Solo noi di questo modestissimo blog? Se c'è un'analisi da fare, vera, profonda, persino socio-antropologica, è proprio questa: per la prima volta in Italia esiste una maggioranza di non votanti, dov'è adesso la rappresentatività tanto adorata e propugnata? Non valgono quelle persone? E a livello politico e pratico, pensiamo forse che questi milioni di persone rimangano ad osservare e a subire quello che i politici decideranno sulla base della scelta di una minoranza di cittadini? Un'opposizione fortissima oggi è la maggioranza. E non è una delegazione eletta che finisce per diventare una minoranza di privilegiati. Qui si tratta di milioni di teste, fiere, orgogliose, coscienti, degne.
E' tutto sbagliato, cari signori, era sbagliato fin dall'inizio (che infatti anche nell'antica Grecia c'erano gruppi di protesta e fior di pensatori che, a ragione, osteggiavano quella dittatura che prese il nome di democrazia). Fattostà che adesso, malgrado il tacer dei media, milioni di persone hanno una nuova coscienza. Ed è già questa una rivoluzione! Già, perché a quelli che ancora vagheggiano di governi comunque, anche a fronte di molti non votanti, noi vogliamo rispondere che, tra due popoli egualmente governati, e non potendo avere subito l'anarchia, noi preferiamo vivere là dove il popolo è più cosciente e critico, piuttosto che sopravvivere insieme a sudditi imboniti e deleganti, e che non hanno alcuna intenzione di capire.

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giovedì 5 aprile 2012

Anarchia assente in tv, anche Travaglio se ne accorge

Marco Travaglio, nel programma 'Un due tre stella' parla di discriminazione televisiva e si accorge anche lui di una colpevole assenza: 'se uno è anarchico e non si riconosce nello Stato e nei partiti, perché non può avere qualcuno che dice qualcosa che gli piace in televisione? Chi porterà mai in televisione un rappresentante del pensiero anarchico'?
Lo diciamo da tempo. Di fatto, tutta l'informazione, compresi i talk definiti 'di approfondimento politico', non può mai restituire un quadro preciso e completo della situazione, proprio perché manca una parte fondamentale, quella anarchica, capace di ribaltare tutte le convinzioni e tutte le posizioni vendute alla gente come uniche. Alle persone a casa viene sempre offerta l'immagine di presunte fazioni opposte (destra-sinistra), ma che in verità non fanno altro che costringere gli ascoltatori a rimanere entro i limiti del recinto voluto dallo Stato. La cosa tragica è vedere come la gente sia davvero convinta che tutta la loro vita stia all'interno dello schema proposto, dentro un miserevole gioco tra destra e sinistra, dentro i partiti, dentro il fallimento storico di tutti i governi. Ma perché c'è dell'altro? Ecco, tutto quell'altro che non viene mai comunicato, divulgato, rappresenta l'essere umano, quello vero, quello che non può essere contenuto nell'angusto spazio squallido di un partito.
Ma Travaglio è un ingenuo. Come fa lo Stato a permettere che qualcuno vada in tv a smentire lo Stato stesso, e tutte le sue menzogne dette sull'anarchia? Non sia mai che poi la gente sappia che l'anarchia è tutt'altro che caos e violenza. Capite bene che verebbe smontato tutto l'enorme palco di bugie, montato in cento anni e passa di demonizzazione studiata a tavolino.

PS. L'altra sera Fabio Volo ha intervistato in tv Noam Chomsky, 'il più importante intellettuale vivente' (New York Times), ma non lo ha presentato come anarchico e le domande poste si riferivano a un argomento vecchio di 15 anni, un argomento che non c'entra direttamente con la politica (si parlava di Nag Factor, senza neanche citare queste due parole). Vergogna!

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domenica 25 marzo 2012

I media e il 'rischio incidenti'

Quando il popolo sfruttato scende in strada a protestare, la polizia, i fascisti rossi e neri, i servizi segreti e i media (in una parola, lo Stato) sono pronti ad attuare il loro piano: criminalizzare la protesta fabbricandone i motivi. Il lavoro più infame e subdolo lo fanno i media, soprattutto la tv, nascondendo le cause della protesta, e facendo di questa soltanto una questione di 'ordine pubblico'. Perché? Non solo per difendere la violenza dello Stato restituendone l'immagine falsa, fantasiosa e utopica di 'buon padre', ma per dare a tutti i governi la facoltà di stringere le maglie della repressione con nuove norme autoritarie, e di far accettare al popolo tali norme e le repressioni con la formuletta 'rischio incidenti'. Allora è bene sapere che dietro la formula 'rischio incidenti' ci sono in verità le umane ragioni di un popolo incazzato e oppresso dallo Stato. Il resto è polvere negli occhi.
Liberatevi dal sistema, uscite dalla gabbia, non siate come vogliono loro, ragionate con la vostra testa, non credete ai media, non hanno fatto altro che mentire e continueranno a farlo, facendovi credere quello che non è. Loro vi dànno due elementi per farvi agire e pensare come vogliono loro, a voi ne occorrono almeno tre per agire e pensare come sarebbe giusto. Il terzo elemento ve lo tengono sempre nascosto, e i primi due -falsi- ve li fabbricano ad hoc. Non abbiate la coscienza a forma di televisore!

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venerdì 9 marzo 2012

Due parole a Santoro bastano. O no?

Vorremmo dire a Santoro, che tanto si vanta di dare la parola anche alle minoranze ('anche le più estreme', dice lui), che l'informazione rimane gravemente amputata, quindi deformata, fintanto che non si darà la parola anche agli anarchici. Paura, Santoro? Forse hai paura che venga smontato pezzo per pezzo tutto il teatrino del sistema di cui anche tu fai parte? O forse hai paura che la gente venga a conoscenza di un altro metodo di gestione politica fondato davvero sulla libertà, sulla pace e sulla giustizia sociale? Perché non inviti un anarchico o un'anarchica in trasmissione? Te lo hanno vietato, o te lo sei vietato da solo?

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venerdì 2 marzo 2012

Il pubblico di Santoro stronca la propaganda antianarchica

Nella trasmissione di Santoro di ieri sera ('Servizio Pubblico' del 1° marzo 2012) né il conduttore, né Ruotolo, né Bersani, sono stati capaci di far applaudire il pubblico sulla loro intenzione di demonizzare l'anarchia. E ci hanno provato alla grande! Lo stesso Ruotolo, quando ha dato la parola a una signora NoTav, nel momento in cui le ha porto il microfono, ha esclamato suggerendo: 'anarcoinsurrezionalisti'! come per esortare la signora -che in quel momento parlava anche a nome del movimento NoTav- a riferire solo su quella parola, quindi a prendere eventualmente le distanze dall'anarchismo. Ma niente da fare, la signora non è caduta nel tranello, non ha criminalizzato niente e nessuno. Quindi Ruotolo, rivolgendosi a Santoro circa il fallimento dell'intenzione, ha detto rassegnato: 'ce l'abbiamo messa tutta, ma...'
Per non parlare di Bersani che ha fatto davvero una bruttissima figura. Quante volte infatti Bersani, dopo l'intervista a Manuela Favale (nel video sotto), ha ripetuto con tono sempre più esagitato che 'non bisogna dire che siamo tutti anarcoinsurrezionalisti'? Lo ha ripetuto più volte di seguito, proprio per cercare quell'applauso che non ha mai ricevuto.
Esattamente come i valsusini, il pubblico in studio ha capito che criminalizzare l'anarchia fa ormai parte di una vecchia demagogia stereotipata e retorica, un ormai stantìo metodo propagandistico che i fatti smentiscono, sia della Storia, sia della cronaca. Vorremmo dire a Bersani, il quale ha osato ordinare al popolicchio quel che si deve o non si deve dire, che il riferimento a cui egli alludeva circa i pacchi-bomba è stato davvero ridicolo, non essendoci neanche uno straccio di prova provata che a mandarli siano stati gli anarchici. Si naviga a vista dentro i vecchi luoghi comuni: anarchia=bomba=violenza. Ridicolo. Che se poi, per ipotesi, a mandare quei pacchi a Equitalia fossero stati davvero gli anarchici, chi potrebbe schierarsi a difesa di Equitalia che a fronte dei soprusi non viene minimamente sfiorata dal maglio legale del potere istituzionale?
Bersani ce l'ha poi con le proteste del movimento NoTav perché, dice sfoderando la più bieca delle demagogie populiste, che i lavoratori devono poter tornare a casa e non trovarsi le barricate in autostrada... Peccato, caro Bersani, che sono proprio i governi se ne infischino altamente dei lavoratori, perché se c'è da licenziare, anche tu come tutti gli altri in parlamento te ne stai buonino e in silenzio, come nel caso dei 150 mila lavoratori della scuola mandati a casa anche con il tuo consenso (non c'era alcuna barricata del PD e molti avrebbero voluto vederne un bel po'). Dicci, Bersani, a proposito di quei 150.000 lavoratori (famiglie), dov'è finito il referendum che il PD aveva proposto contro la Riforma Gelmini? Allora facciamo il dovuto paragone: è più criminale far licenziare decine di migliaia di lavoratori (facendo pure finta di difenderli), o bloccare qualche impiegato un'oretta in più sull'autostrada? Ma che, forse i 150.000 lavoratori della scuola non mangiano anche loro?
Si mettano il cuore in pace quelli della propaganda di Stato: le persone di buon senso e ben informate sanno che l'anarchia non è violenza e caos. Dov'è la violenza in Luca? Dov'è il caos nel lucido e sereno percorso mentale della sua compagna Manuela? Dov'è il crimine nel programma anarchico? Semmai gli anarchici hanno dovuto sempre difendersi da tutti gli attacchi, e se nella difesa la loro forza resistente (che si fa atto concreto e non chiacchiere) viene propagandata dallo Stato come violenza, il problema sta in chi crede a questo ribaltamento della verità e non vuol vedere da che parte stia la vera violenza, dove vada a rintanarsi l'origine del male che scuote gli anarchici a difesa del popolo.
Quindi niente da fare, Santoro & C., dalla trasmissione televisiva è emerso un bel pubblico cosciente e maturo, un anarchismo che è al contempo responsabilità e sensibilità nei riguardi degli aspetti umani e ambientali, cioè quel che è sempre stato, e ciò che sempre sarà, al di là di tutte le menzogne propagandate. Non esiste un 'anarchico cattivo' con il popolo, è fuori da ogni logica, e oggi il popolo lo sa, almeno il popolo NoTav. Non esiste un 'anarchico violento' con il popolo, perché l'anarchia è popolo, e il popolo è anarchia. Da sempre. Così sarà.




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lunedì 19 dicembre 2011

La crisi della chiesa che i media nascondono

Sempre meno italiani si lasciano indottrinare dai preti. La crisi della chiesa cattolica è quella che non viene pubblicizzata, ma che c'è, ed è anche molto forte. Si tratta di una crisi ad ampio spettro, che tocca quasi tutti gli àmbiti in cui la piovra vaticana ha messo i suoi tentacoli, dalle vocazioni, al numero di matrimoni, a quello delle cresime, dei battesimi, ecc. L'8x1000 è sempre meno pingue, e anche le offerte dei fedeli (sempre più disertori delle chiese) diminuiscono sempre di più. Gli studenti rifiutano l'ora di religione in numero sempre crescente. Eccetera.
Questi e altri dati, resi noti da certi canali ufficiali, potete leggerli in questo splendido articolo di MicroMega (clicca qui). Don Matteo e gli altri commedianti televisionati hanno ben poche speranze di rinfoltire l'esercito degli ipocriti in abito talare. Questa è una crisi utile e che ci piace.

Sopra, il ragno vaticano, disegno di Steinlen
Qui sotto, 'Cardinale e suora (tenerezze)', di Egon Schiele - 1912



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domenica 13 novembre 2011

La propaganda antianarchica in piena Rivoluzione Francese

Già all'indomani della proclamazione della 'repubblica' (dittatura borghese, 22 settembre 1792) e ancora in pieno clima di Rivoluzione, molti francesi avevano fiutato l'inganno del potere. E infatti l'Ancien Regime si trasformò in un altro regime autoritario. La borghesia impaurita dalla coscienza e dalla forza del popolo, il quale chiedeva anarchia e non altre dittature chiamate in modi rassicuranti ('repubblica', 'governo rivoluzionario'...), cominciò a diffondere stampe allegoriche di propaganda antianarchica. In questa che vi postiamo, dio protegge il re e distrugge l'anarchia, cioè la vera libertà del popolo. E' una stampa repubblicana del 1793 che contiene tutta la retorica nazionalista che ancora oggi troviamo nella politica di Stato, a tratti ingenua e enfatica, come l'elemento metafisico che si fa fulmine. Notate come nella parte sinistra, zona dedicata all'anarchia distrutta, un uomo regga il cartiglio su cui vi è scritto 'Liberté, Egalité, Fraternité'. Strano che la repubblica voglia abbattere gli stessi principii di cui sembra farsi paladina e che predica ancora oggi, no?
Chi rileggerà la Rivoluzione Francese, troverà metodi politici ancora in voga, adottati allora dalla borghesia, come oggi da tutti i governi. Non è cambiato nulla, persino la strategia del terrore è stata, ed è ancora oggi, una tecnica politica di mantenimento del potere, dei privilegi delle caste e dei partiti. Nota: 80 anni dopo, il popolo francese riuscirà a concretizzare l'anarchia nella Comune di Parigi, soffocata nel sangue dalla sedicente repubblica. Sei mesi di pace e di giustizia vennero distrutti dallo Stato (quello che predica sicurezza per la gente). Siete ancora sicuri di voler bene alla repubblica e a chi ne tesse le lodi?

PS. Nel XVIII secolo la 'repubblica' era ancora considerata un'utopia, proprio come oggi l'anarchia (nonostante le realtà anarchiche concretizzate). E' vero, una vera repubblica non è mai esistita, così come una vera democrazia. Se repubblica e democrazia si fossero realizzate, adesso vivremmo in una società anarchica e giusta già da perecchio tempo. Aprite gli occhi.

Titolo: 'Anarchia destructa: dieu protège les roix et detruit l'anarchie' (ignoto).

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domenica 16 ottobre 2011

Ratzinger proclama il 2012 anno della fede. Quale fede?

A me personalmente quello che mi fa imbestialire è anche questo progetto propagandistico dei poteri che mira ad assolutizzare tutto, anche le cose più relative. Che poi anche i poteri sono relativi, esercitati da persone, quindi anche queste relative. Il fatto che queste persone vengano percepite come autorità dà loro diritto ad esprimersi in merito a tutto, di decidere per tutti, di imporre pensieri e leggi, ecc. Bisognerebbe capire come mai ancora oggi si debba finire nelle fauci di queste persone che non hanno nulla di sovrannaturale e tutto di amorale.
Da che sono nati, Stato e Chiesa non fanno altro che autopropagandarsi. Cosa vuol dire 'anno della fede'? Vuol dire imporre e definire in maniera assoluta un concetto che di assoluto non ha proprio niente, significa far sedere quel concetto sul trono più alto, farlo diventare una regola universale, intoccabile, inalienabile, buona per tutti. Naturalmente questo giochetto alla Chiesa è riuscito sempre benissimo, dato che la gente abbocca con facilità. Concetti relativi come la verità, la giustizia, la morale, l'ultraterreno... sono diventati elementi unici e dichiarati insindacabili da qualcuno che ha due occhi e due gambe come tutti. Chiesa e Stato sono di un'arroganza spaventosa. Ma la presunzione della Chiesa di decidere per tutti quale sia la verità, la fede, la morale... non ha davvero eguali! La Chiesa si impossessa di tutto, assolutizza tutto quello che le può tornare utile al fine di imbonire le persone e lucrare sulle loro paure (che anche se le persone non hanno paure, la Chiesa gliele costruisce ben bene).
Insomma, quale fede andrebbe onorata da tutti nel 2012? La fede cattolica? E perché proprio quella fede? Perché questa imposizione? Perché questa istituzionalizzazione? A nome di chi parla Ratzinger? Di dio? Quale dio? Non sa che nel mondo esistono tanti dèi e anche un'infinità di atei e agnostici? Anche dio è un concetto, è un pensiero umano, quindi anche lui -se esiste- è molto relativo. Invece no, la presunzione della chiesa cattolica è anche quella di dire che dio è uno (solo il suo), la fede è una (solo la sua), la verità è una (solo la sua), e via così. Ridicolo e pericoloso.
La stessa cosa vale per lo Stato e LA legge, come se esistesse una sola legge, la sua. Non esiste una sola legge, assoluta, questo è un errore storico e filosofico che va cassato ed eliminato dalla coscienza di ognuno. Stato e Chiesa hanno introdotto artificialmente anche il loro rispettivo concetto di morale che, secondo loro, si esplica attraverso i loro codici (ovviamente relativi). La morale dello Stato sta tutta nelle leggi, ma sappiamo che le leggi non sono universali e assolute, eppure lo Stato ce le spaccia come tali, pretendendo con il 'diritto romano' di risolvere i problemi di tutta una società che invece cambia ogni giorno, che muta a seconda delle sue esigenze. La vera utopia è credere che la legge dello Stato serva a rendere più giusti gli uomini. Non è mai stato così, non lo sarà mai. La morale della Chiesa sta tutta nel 'diritto divino', ma sappiamo che dio è un concetto realtivo che cambia a seconda dei tempi e delle culture, eppure la chiesa cattolica vuole imporre a tutti il suo dio immutabile, buono per tutti i tempi. La chiesa cattolica si è persino impossessata del tempo passato, di quel tempo quando ancora non c'era il cristianesimo. Un bell'ardire! Ridicolo e pericoloso anche questo.
Ma domandiamoci allora: esistono una fede e una morale assolute? La domanda richiederebbe una risposta complessa. Possiamo semplificare? Ci proviamo, scusandoci per la sintesi. Se per assoluto si intende qualcosa che prescinde dalla dimensione strettamente umana, cioè qualcosa riferita al pensiero umano, allora una fede e una morale assolute possiamo trovarle soltanto nella Natura (che è l'unica e vera autorità che sta al di sopra dell'Uomo), cioè nel compimento del mistero della vita che tende a espandersi, nelle uniche leggi che governano tutti gli esseri viventi. Anche se la chiesa cattolica ha tentato persino di impossessarsi del mistero della vita e del primato della Natura (dicendo che è stata dio a crearle), questa (la Natura) prescinde dal pensiero dell'Uomo che solo mentalmente e artificialmente si è creato delle divinità. Ma anche a voler concedere il primato di dio sulla Natura, non sono le leggi di qualche abito talare che dobbiamo seguire, ma sempre quelle della Natura, le più assolute. Insomma, anche ammettendo che un dio esista e che abbia creato la Natura, è quest'ultima la nostra diretta referente, non la declinazione umana di quel dio.
E allora, se dobbiamo riferirci alle leggi della Natura, guardiamola bene, osserviamo come essa non vuole far altro che espandere la vita, non la morte! La Natura ha creato armonia, non caos, ha creato regole universali in cui tutti noi siamo immersi, ma che non seguiamo più da tempo perché altri individui le hanno imbrigliate e strumentalizzate, sostituendo alla morale naturale la loro morale artificiale. E' alle regole della Natura che l'anarchia guarda, regole e leggi di vita per la vita, e per un futuro senza artificiosi assolutismi, dove l'Uomo sarà finalmente libero e liberato dagli odierni vincoli e dalle false morali.

referenze bibliografiche:
- 'La morale anarchica' (Pëtr Alekseevič Kropotkin)
- 'L'unico e la sua proprietà' (Max Stirner)


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lunedì 3 ottobre 2011

Teoria e metodo dei mass media: allontanare l'ascoltatore dal centro

Il lessico dei mass media è sempre controllato scrupolosamente. Esiste un codice lessicale da rispettare. Una parola al posto di un'altra fa la differenza.
Prendiamo questa notizia flash: 'sono 27 i civili uccisi dalle forze governative'. Teniamola lì.
Tutte le volte che uno Stato uccide il popolo, i media non lo dicono mai chiaramente, non dicono neppure che la colpa è del governo in carica, non lo accusano direttamente, non accusano nessuno, semmai addossano la responsabilità (mai la colpa) ad astratte entità, in questo caso sono 'le forze governative', che percettivamente appaiono come elementi occulti e staccati dalla testa del potere e aventi persino carattere valoroso ('forze').
L'ascolto di una notizia che adotta la formula 'forze governative', induce l'ascoltatore a porsi un precisa domanda, una sola, non altre: 'chi sono le forze governative'? L'ascoltatore distoglie così l'attenzione dal centro, cerca nella mente qualche altra figura, magari un plotone informe di uomini armati, non pensa direttamente al capo dello Stato o direttamente al capo del governo. Ciò avviene perchè il sistema percettivo umano esige immagini da associare alle parole. Per conseguenza, il lavoro lessicale dei media, sempre accorto, serve a sviare l'attenzione dell'ascoltatore dal vero colpevole, ponendo sul campo (percettivo) elementi esterni sui quali l'ascoltatore può agevolmente sovrapporre immagini di sua fantasia.

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