A me personalmente quello che mi fa imbestialire è anche questo
progetto propagandistico dei poteri che mira ad
assolutizzare tutto, anche le cose più relative. Che poi anche i poteri sono relativi, esercitati da persone, quindi anche queste relative. Il fatto che queste persone vengano percepite come autorità dà loro diritto ad esprimersi in merito a tutto, di decidere per tutti, di imporre pensieri e leggi, ecc. Bisognerebbe capire come mai ancora oggi si debba finire nelle fauci di queste persone che non hanno nulla di sovrannaturale e tutto di amorale.
Da che sono nati, Stato e Chiesa non fanno altro che autopropagandarsi. Cosa vuol dire 'anno della fede'? Vuol dire imporre e definire in maniera assoluta un concetto che di assoluto non ha proprio niente, significa far sedere quel concetto sul trono più alto, farlo diventare una regola universale, intoccabile, inalienabile, buona per tutti. Naturalmente questo giochetto alla Chiesa è riuscito sempre benissimo, dato che la gente abbocca con facilità. Concetti relativi come la verità, la giustizia, la morale, l'ultraterreno... sono diventati elementi unici e dichiarati insindacabili da qualcuno che ha due occhi e due gambe come tutti. Chiesa e Stato sono di un'arroganza spaventosa. Ma la presunzione della Chiesa di decidere per tutti quale sia la verità, la fede, la morale... non ha davvero eguali! La Chiesa si impossessa di tutto, assolutizza tutto quello che le può tornare utile al fine di imbonire le persone e lucrare sulle loro paure (che anche se le persone non hanno paure, la Chiesa gliele costruisce ben bene).
Insomma, quale fede andrebbe onorata da tutti nel 2012? La fede cattolica? E perché proprio quella fede? Perché questa imposizione? Perché questa istituzionalizzazione? A nome di chi parla Ratzinger? Di dio? Quale dio? Non sa che nel mondo esistono tanti dèi e anche un'infinità di atei e agnostici? Anche dio è un concetto, è un pensiero umano, quindi anche lui -se esiste- è molto relativo. Invece no, la presunzione della chiesa cattolica è anche quella di dire che dio è uno (solo il suo), la fede è una (solo la sua), la verità è una (solo la sua), e via così. Ridicolo e pericoloso.
La stessa cosa vale per lo Stato e
LA legge, come se esistesse una sola legge, la sua. Non esiste una sola legge, assoluta, questo è un errore storico e filosofico che va cassato ed eliminato dalla coscienza di ognuno. Stato e Chiesa hanno introdotto artificialmente anche il loro rispettivo concetto di morale che, secondo loro, si esplica attraverso i loro codici (ovviamente relativi).
La morale dello Stato sta tutta nelle leggi, ma sappiamo che le leggi non sono universali e assolute, eppure lo Stato ce le spaccia come tali, pretendendo con il
'diritto romano' di risolvere i problemi di tutta una società che invece cambia ogni giorno, che muta a seconda delle sue esigenze. La vera utopia è credere che la legge dello Stato serva a rendere più giusti gli uomini. Non è mai stato così, non lo sarà mai.
La morale della Chiesa sta tutta nel
'diritto divino', ma sappiamo che dio è un concetto realtivo che cambia a seconda dei tempi e delle culture, eppure la chiesa cattolica vuole imporre a tutti il suo dio immutabile, buono per tutti i tempi. La chiesa cattolica si è persino impossessata del tempo passato, di quel tempo quando ancora non c'era il cristianesimo. Un bell'ardire! Ridicolo e pericoloso anche questo.
Ma domandiamoci allora:
esistono una fede e una morale assolute? La domanda richiederebbe una risposta complessa. Possiamo semplificare? Ci proviamo, scusandoci per la sintesi. Se per
assoluto si intende qualcosa che prescinde dalla dimensione strettamente umana, cioè qualcosa riferita al pensiero umano, allora una fede e una morale assolute possiamo trovarle soltanto nella Natura (che è l'unica e vera autorità che sta al di sopra dell'Uomo), cioè nel compimento del mistero della vita che tende a espandersi, nelle uniche leggi che governano tutti gli esseri viventi. Anche se la chiesa cattolica ha tentato persino di impossessarsi del mistero della vita e del primato della Natura (dicendo che è stata dio a crearle), questa (la Natura) prescinde dal pensiero dell'Uomo che solo mentalmente e artificialmente si è creato delle divinità. Ma anche a voler concedere il primato di dio sulla Natura, non sono le leggi di qualche abito talare che dobbiamo seguire, ma sempre quelle della Natura, le più assolute. Insomma, anche ammettendo che un dio esista e che abbia creato la Natura, è quest'ultima la nostra
diretta referente, non la
declinazione umana di quel dio.
E allora, se dobbiamo riferirci alle leggi della Natura, guardiamola bene, osserviamo come essa non vuole far altro che
espandere la vita, non la morte! La Natura ha creato armonia, non caos, ha creato regole universali in cui tutti noi siamo immersi, ma che non seguiamo più da tempo perché altri individui le hanno imbrigliate e strumentalizzate, sostituendo alla
morale naturale la loro
morale artificiale. E' alle regole della Natura che l'anarchia guarda, regole e leggi di vita per la vita, e per un futuro senza artificiosi assolutismi, dove l'Uomo sarà finalmente libero e liberato dagli odierni vincoli e dalle false morali.
referenze bibliografiche:
- '
La morale anarchica' (Pëtr Alekseevič Kropotkin)
- '
L'unico e la sua proprietà' (Max Stirner)